La prima macchina
Il primo incontro con la stampa 3D industriale è una PolyJet, una Objet EDEN500V: resina fotopolimerica, strati da 16 micron, un livello di dettaglio che all'epoca sembrava fantascienza. Non era un hobby: era prototipazione vera, per prodotti veri.
Quella macchina ha definito il metodo che uso ancora oggi: capire il processo fino in fondo — materiali, limiti, manutenzione, costi — prima di prometterne i risultati.
Da prototipi a impresa: JUNO.AM
Nel 2012 inizia il percorso che diventerà JUNO.AM: un service bureau di stampa 3D professionale costruito da zero, in Emilia, in mezzo a Motor/Packaging Valley e Packaging Valley — dove le aziende non comprano promesse, comprano pezzi che funzionano.
Fare impresa nell'AM in Italia significa imparare tutto insieme: tecnologia, commerciale, operations, persone, cassa. È la palestra che ha trasformato un tecnico in un imprenditore.
FabLab e cultura maker
Negli anni del movimento maker contribuisco a portare la fabbricazione digitale fuori dalle aziende, con il FabLab Valsamoggia e la comunità locale: corsi, macchine aperte, ragazzi e artigiani che scoprono cosa si può fare con un file e una stampante.
Da lì viene una convinzione che non ho più abbandonato: la tecnologia conta quanto le persone che la sanno usare. È il motivo per cui oggi lavoro tanto sui team quanto sulle macchine.
Il salto alla produzione: HP Multi Jet Fusion
Con HP Multi Jet Fusion la stampa 3D smette di essere solo prototipazione: diventa produzione in serie. Nylon, ripetibilità, costi per pezzo che iniziano a competere con lo stampaggio per lotti piccoli e medi.
Cambia tutto: non più "quanto è bello il prototipo", ma qualità costante, post-processing, logistica, flussi. L'AM diventa una questione di sistema, non di macchina.
Carbon DLS: la partnership dalla Silicon Valley
Nel 2020 seguo in prima persona la partnership con Carbon, azienda della Silicon Valley, per portare la tecnologia DLS in produzione: materiali ingegneristici, elastomeri, geometrie impossibili con altri processi.
Una partnership internazionale non è solo tecnologia: è due culture industriali che devono capirsi. Farla funzionare tra California ed Emilia è stata una lezione di business, prima ancora che di stampa 3D.
Il software per scalare: 3FESTO
Nello stesso anno, su un binario parallelo, nasce il lavoro su 3FESTO / ANY3DP: più cresce la produzione, più il vero collo di bottiglia si sposta dalle macchine al software che le governa.
MES per additive manufacturing, preventivazione, automazione dei flussi, hardware custom. Software scritto da chi in produzione ci sta davvero, non immaginato in una sala riunioni.
AI, sistemi e persone
Oggi il lavoro è far convergere tutto questo: AI applicata al manufacturing, automazione dei processi, dati di produzione che diventano decisioni. E team capaci di muoversi tra officina e codice senza perdersi.
Quindici anni dopo quella prima PolyJet, la domanda è sempre la stessa: come si trasforma un'idea in un oggetto, in modo ripetibile e sostenibile? È cambiata solo la scala della risposta.